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Sinagoga

La Sinagoga si trova nel centro storico di Ivrea, sotto le mura del castello, ove nel 1725 era stato istituito ufficialmente il ghetto ebraico. L’odierna struttura ottocentesca, ricavata riadattando una costruzione preesistente, presenta due facciate anonime, ad est verso via Peana e ad ovest su via Quattro Martiri, che si mimetizzano perfettamente nel tessuto urbano, non lasciando trapelare all’esterno l’esistenza di un luogo di preghiera. Anche il portone d’accesso, ornato da una semplice cornice in pietra e situato in via Quattro Martiri, si confonde tra le botteghe. La sola finestra a semicerchio, impreziosita da vetri colorati dagli accesi toni blu e rosso, verso via Peana, suggerisce la presenza di un edificio di destinazione diversa da quella abitativa.


Nell’edificio, in effetti, si trovano due distinte sinagoghe: l’una, piccola, nata come tempio invernale, ancora oggi a disposizione della comunità ebraica che la utilizza principalmente quale spazio per le riunioni, l’altra, grande, a pianta rettangolare, nel 1980 ce-duta al Comune di Ivrea in cambio della risistemazione dell’intero complesso. I lavori di ristrutturazione dell’edificio e il restauro della piccola sinagoga vennero eseguiti all’aprirsi degli anni ottanta; viceversa l’intervento di ripristino conservativo della sinagoga grande iniziò nel 1997 e venne ultimato nel mese di ottobre 1999. Il Tempio israelitico, inaugurato il 24 settembre 1875, fu realizzato su progetto del giugno 1874 del perito civico dell’ufficio d’arte di Ivrea, il misuratore eporediese Ignazio Girelli. L’interno, per stile e decorazioni, è ancora profondamente legato alla cultura neoclassica.

La sinagoga grande, coperta da un’alta volta a botte, lungo le pareti perimetrali è scandita da colonne e lesene; l’impiego dell’ordine ionico emerge nelle basi, nei capitelli e nella trabeazione. La decorazione a cassettoni, a girali d’acanto e l’imitazione del marmo ricordano quelle utilizzate in altri edifici pubblici e religiosi canavesani, ma sostanziale è la diversità dell’organizzazione distributiva. Il luogo di preghiera presenta banchi disposti su due file parallele, che la tradizione ebraica destinava agli uomini, e il matroneo, riservato alle donne, raggiungibile percorrendo un’ampia scala, con balaustra in ferro battuto, che scorre a fianco della sala. Nella parete di fronte all’ingresso si trovano la tevà, tribuna da cui si leggevano le sacre scritture e si recitavano le preghiere pubbliche, in legno di noce scuro, e l’aròn, armadio sacro nel quale venivano custoditi i Rotoli della Torà, con due antine scorrevoli di legno finemente cesellato con simbologie della religione ebraica, dorato e dipinto. Nella sinagoga piccola campeggia un imponente aròn ottocentesco, in legno scolpito, dorato e abbrunato dopo la morte di Carlo Alberto.

DOVE: Ivrea - Via Quattro Martiri, 20