Mostra di Paolo Amico - “Ivrea Città Industriale, Ivrea Città per l’Arte”

Mostra di Paolo Amico - “Ivrea Città Industriale, Ivrea Città per l’Arte”

Da 12.11.2016 11:00 fino a quando 08.12.2016 19:30

a Ivrea - Antica Sinagoga, Via Quattro Martiri 20

Postato da Ufficio Relazioni con il Pubblico

Categorie: Arte

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La mostra “Ivrea Città Industriale, Ivrea Città per l’Arte”, che ha ottenuto il Patrocinio del Comune di Ivrea, della Città Metropolitana di Torino, della Fondazione Olivetti e del Comune di San Cataldo sarà aperta al pubblico dal 12 novembre all’8 dicembre 2016, con il seguente ORARIO: sabato, domenica e festivi 10-13 / 15-18,30, feriali 15-18,30 e su appuntamento alla mattina.

La mostra propone le opere del birorealista siciliano Paolo Amico appositamente prodotte per l’evento ed ospita il video “Shapes” di Francesco Mattuzzi presentato nel 2012 al Padiglione Italia della Mostra Internazionale di Architettura della biennale di Venezia e si propone l’obiettivo di valorizzare il patrimonio umano e artistico/architettonico che permea la Città di Ivrea. Essa raggruppa quindici opere del giovane birorealista siciliano Paolo Amico, realizzate per l’evento con tecniche differenti. Per dieci di esse l’artista ha utilizzato la propria tradizionale tecnica: sovrapposizioni di piccoli tratti che richiamano le velature degli Antichi. Una è stata prodotta con cinque penne posizionate contemporaneamente in una mano ottenendo un effetto più pittorico e quattro sono state realizzate con la macchina per scrivere, in particolare mediante l’utilizzo del tasto raffigurante la lettera “O”. Il percorso della mostra prevede un primo gruppo di opere dal sapore più sentimentale e uno più strettamente legato all’architettura industriale della città, arricchito dalla proiezione di video sulla realizzazione delle opere stesse che ben fanno comprendere le tecniche utilizzate dall’artista.
La mostra ospita anche il video “Shapes” del regista Francesco Mattuzzi, nato a Rovereto nel 1979, selezionato nel 2016 al Berlinale Talents - Festival del Cinema di Berlino come miglior regista esordiente. Esso celebra la bellezza dell’architettura olivettiana in una modalità che fonde la dimensione visiva e quella musicale.