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Ikebana la via dei fiori

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Al Museo Garda dal 19 al 21 ottobre 2018 mostra di portata internazionale “Ikebana-la via dei fiori”.

 

 

IKEBANA
La via dei fiori

Ivrea, Museo Civico P.A. Garda
19, 20 e 21 ottobre 2018

Inaugurazione:  venerdì 19 ottobre dalle 17,00 alle 19,00

 

Colui che si dedica con amore e serietà all’arte dell’Ikebana intraprende, secondo la cultura Giapponese, la via spirituale dei fiori, detta Kadō.

L’arte orientale continua ad essere di casa al Museo Garda che ospiterà, dal 19 al 21 ottobre 2018,  “Ikebana-la via dei fiori”, la mostra di portata internazionale, realizzata con il contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Guelpa, con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone in Italia e della Regione Piemonte.

Artisti della scuola Wafu Kai di Ivrea guidata da Ingrid Galvagni Tosei, le scuole  Ohara di Milano, Kagei Adachi di Zurigo, Sogetsu di Roma, Firenze, Venezia e Merano, e Ichiyo di Ginevra, insieme per la prima volta in Italia, esporranno le loro ikebana al museo civico P.A. Garda.
Ospite d’onore della mostra sarà Geneviève Kokera Ausenda, Grand Master Ohara, che, per tutta la sua vita con grande passione e impegno, ha contribuito a diffondere l’arte dell’ikebana. Un valore aggiunto di rilievo sarà offerto dalle immagini di Nicola Galvagni, fotoreporter italiano che vive e lavora a Parigi.

L’ikebana, l'arte giapponese di disporre i fiori, s’identifica con la rappresentazione simbolica della natura, del suo ciclo vegetativo e dell’alternarsi delle stagioni. La parola Ikebana significa “rendere visibile la vita dei fiori“. Gli elementi principali che compongono un ikebana sono tre: l’acqua, i ve-getali ed i recipienti che  possono essere di diversa natura: ceramica, vetro, raku, legno e materiali plastici e  metallici e rappresentano un elemento molto importante, tant’è che alcuni artisti nell’arte dell’ikebana sono anche ceramisti o collezionisti di vasi di pregevole fattura.

Le origini dell’ikebana si fanno risalire al VI-VII secolo d.C. Se ne ha memoria dall’epoca di Ono no Imoko, un ambasciatore che fu inviato presso la corte imperiale cinese e che, impressionato dalla bellezza dei giardini e delle offerte floreali nei templi, al suo rientro in patria si ritirò sulle colline di Kyoto e divenne monaco, trasformando la spontanea e semplice offerta floreale al Buddha in una vera e propria forma d’arte.
Nella seconda metà del XV secolo fu il monaco Senkei Ikenobo a cogliere, con ancora superiore sensibilità artistica, gli insegnamenti del suo illustre predecessore. La sua fama era tale che ri-chiamava nel suo tempio di Kyoto pellegrini da tutto il Giappone. Decise così di fondare una pro-pria scuola sull’arte della composizione floreale che, in origine,  era praticata esclusivamente da monaci e da nobili e, solo in un secondo momento, si diffuse trasversalmente in tutti i ceti con il nome di ikebana.

In una fase successiva si svilupparono in Giappone molte altre scuole ognuna con il proprio stile:

Wafu Kai
La scuola Wafu è stata fondata nel 1896 da Wafu Teshigahara. Nel 1946 il direttore della scuola (iemo-to), figlio primogenito del fondatore, ha introdotto uno nuovo stile di ikebana. Artista instancabile, ha presentato le sue opere in tutto il mondo, volendo trasmettere tramite l’ikebana un messaggio di pace e comprensione tra i popoli. La sua personale visione dell’arte dell’ikebana, riassunta nel motto “arrange flowers that you like – suitably – in a container that you like” , si è diffusa in Giappone, Stati Uniti e Sud America.  Dal 1992, l'attuale iemoto segue le orme dei suoi due predecessori.

Ohara
La scuola Ohara, fondata da Unshin Ohara alla fine del XIX secolo ma ufficialmente solo nel 1912, enfatizza le caratteristiche stagionali, i processi di crescita naturale e la bellezza degli ambienti na-turali. Si tratta di un indirizzo che ha sviluppato, in particolare, lo stile definito moribana per rappresentare attraverso le composizioni floreali un'idea di  paesaggio con connotazioni letterarie e pittoriche e definiti Bunjin e Rimpa.

Kagei Adachi
Choka Adachi, fondatore della scuola Kagei Adachi nel 1912, aveva come scopo liberare l'ikebana dalle forme e dagli stili tradizionali. I criteri da lui propugnati erano enfatizzare l'asimmetria, l'acqua in quanto elemento vitale delle piante, doveva essere visibile come parte della composizione.

Sogetsu
La Scuola Sogetsu (letteralmente “Erba e Luna”) venne fondata nel 1927 da Sofu Teshigahara, artista interessato al mondo moderno e fortemente influenzato dall’apertura delle frontiere del Giappone. Ha “tolto” l’ikebana dalla sua posizione abituale: il tokonoma. Utilizzando nuovi materiali e tecniche innovative affermando che: l’ikebana può essere fatto da tutti in ogni momento, in qualsiasi luogo con qualsiasi materiale.

Ichiyō
La scuola Ichiyo , fondata nel 1937 da Meikof Kasuya e sua sorella Ichiyo, ha cercato di adattare l'ikebana al modo di vivere contemporaneo pur mantenendo tradizioni e insegnamenti del passato. Nel 1983, Akihiro Kasuya è diventato il terzo iemoto della scuola e ha introdotto performance teatrali, realizzando ikebana in cui predomina l'equilibrio e la tecnica della tensione.

INFO
tel. 0125 410512
e-mail musei@comune.ivrea.to.it
www.museogardaivrea.it
Inaugurazione venerdì 19 ottobre dalle 17,00 alle 19,00
Giorni apertura dell'esposizione :
sabato 20 ottobre: dalle 9.00 alle 13 e dalle 15.00 alle 19.00
domenica 21 ottobre: dalle 9.00 alle 13 e dalle 15,00 alle 17,00
Ingresso Museo e Mostre: intero € 5,00 Ridotto € 4,00
Il Museo Civico P.A. Garda aderisce all'Abbonamento Torino Musei Piemonte

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