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Treno della Memoria

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Anche quest’anno l’Amministrazione comunale sosterrà con un contributo pari a 20 quote la partecipazione alla iniziativa del Treno della Memoria di un gruppo di studenti eporediesi.

 

 


"Treno della Memoria" - In totale sono 136 gli studenti eporediesi complessivamente coinvolti attraverso diverse iniziative.
Dopo il primo treno, partito lo scorso 10 febbraio, domenica 26 febbraio partirà il secondo unito al gruppo dei partenti da Rivarolo.

Pubblichiamo di seguito alcune considerazioni sull’iniziativa da parte dei “Ragazzi della Stazione del Treno della Memoria di Ivrea”.

“Centotrentasei. Sono centotrentasei gli studenti eporediesi che quest'anno partiranno con il Treno della Memoria. I ragazzi, provenienti dalle quattro scuole superiori della città hanno deciso di intraprendere questo viaggio nel ricordo, che li porterà a visitare i campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Accompagnati da educatori formati dell'associazione “Il Treno della Memoria”, i giovani saranno suddivisi in due gruppi, il primo partirà il 10 Febbraio e il secondo il 26 Febbraio, unito al gruppo dei partenti da Rivarolo. La scelta di partecipare a questa iniziativa non rappresenta solo il voler intraprendere un semplice viaggio, ma è frutto di un percorso formativo, una presa di coscienza; decidere di partire significa per i ragazzi aver preso una posizione, aver scelto da che parte stare, significa mostrarsi curiosi e avidi di risposte in un mondo che spesso ai giovani chiude le porte. Con grande soddisfazione di tutti, il numero di partecipanti rispetto all'anno scorso si è quintuplicato, non vogliamo pensare che si tratti di un un fiore sbocciato nel deserto, ma che questi ragazzi siano i rappresentanti di una generazione che sta iniziando a muoversi, stanca di accettare ogni decisione e nozione passivamente, di una generazione stanca di venire troppo spesso mostrata come disinteressata e apatica. Speriamo che l'entusiasmo, le energie positive, la forza, gli stimoli e le proposte dei giovani cittadini attivi, siano accolte, al loro ritorno, a braccia aperte dalla nostra città”.