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Il Mandato Politico

Sicurezza del territorio e protezione civile.

La catastrofica alluvione dell’ottobre 2000, che ha replicato quelle del 93 e 94, già ritenute del tutto eccezionali, ha provocato nel Canavese danni enormi e un diffuso senso di insicurezza.

Molto in questi anni è stato realizzato per la messa in sicurezza dei territori, e l’emergenza è stata affrontata con determinazione e rapidità.

Tra le opere strutturali di messa in sicurezza del territorio sul "Nodo Idraulico di Ivrea", definito dall’Autorità di Bacino il più critico dell’asta fluviale del fiume Po, occorre che l’Amministrazione si impegni presso gli organi competenti perché siano portate a compimento le arginature di Ivrea in via Aldisio e in via delle Rocchette, così come è già stato fatto per l’argine di Ivrea nord – Montalto e per gli argini e i canali scolmatori a protezione dell’abitato di Torre Balfredo.

Ma la percezione di sicurezza i cittadini la ricevono anche dalla consapevolezza di un servizio di Protezione Civile preparato e strutturato, con mezzi e competenze adeguati.

Infatti in più occasioni il sistema di protezione civile eporediese, che fa perno sul C.O.M. Centro Operativo Misto che svolge coordinamento informativo per 56 comuni, si è dimostrato efficiente dandone prova non solamente nelle alluvioni, ma anche ad esempio nella gestione dell’emergenza idrica del 1999.

Il continuo aggiornamento del Piano di Protezione Civile e dei suoi mezzi di azione, la funzionalità della sala Radio presso il COM, gestita dai volontari dell'Associazione radioamatori Italiani A.R.I., che assicura le comunicazioni nelle situazioni di emergenza, devono essere dunque un obiettivo da perseguire tanto quanto la costruzione delle arginature.