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Il Mandato Politico

Modello e politiche di sviluppo

Per quanto riguarda le politiche del lavoro, riteniamo che il dato di partenza sia che dal punto di vista occupazionale Ivrea forse non ha problemi quantitativi, ma ha forse problemi relativi alla qualità del lavoro. E’ quindi necessario che tutto il sistema eporediese trovi il modo di portare in Città occasioni di lavoro qualitativamente elevate che valorizzino le competenze esistenti e offrano un futuro solido e interessante per le nuove generazioni, invertendo la tendenza che porta altrove molte delle nostre migliori risorse umane.

Ivrea deve sapersi reinventare come distretto multi disciplinare, essere capace di disegnare nuovi scenari di sviluppo, sapendo che ha le forze e le risorse intellettuali per farlo.

In quest’ottica il comune deve favorire politiche di sistema, capaci di sviluppare strategie unitarie utilizzando la concentrazione delle attività comunali e facilitando con lo sportello unico la possibilità di implementare sul territorio realtà produttive importanti.

Noi siamo consapevoli che il modello di sviluppo è concertato con tutti i principali aspetti che abbiamo prima elencati, la bellezza della città, l’accoglienza, la sicurezza, la tolleranza, la qualità dei servizi, capaci di offrire una buona qualità di vita in un contesto ambientale gradevole, ricco di opportunità culturali e di svago; una città che offra servizi di qualità agli operatori economici, per favorire il consolidamento, la capacità competitiva e di conseguenza la stabilità e la crescita occupazionale; una città da cui sia possibile raggiungere, con maggiore facilità i due grandi nodi produttivi Torino e Milano e gli aeroporti.

Questa visione s’inserisce a pieno titolo nelle più moderne teorie di sviluppo dei territori, dove gli ingredienti considerati essenziali sono la capacità di offrire servizi di qualità, attrarre talenti, sviluppare nuove tecnologie, essere accoglienti, ridurre il peso e la farraginosità degli adempimenti amministrativi. Di questi fattori di sviluppo siamo stati precursori e tuttora ci vengono riconosciuti come punti di forza.

Ivrea ha una dimensione maggiore e strutture più robuste dei comuni vicini; dovrà quindi per prima, con molta determinazione promuovere accordi, confronti, analisi di problemi per sviluppare servizi associati e integrati con i comuni dell’eporediese per ridurre i costi, aumentare l’efficienza della pubblica amministrazione locale, mitigarne le criticità derivanti dalla grande frammentazione favorendo politiche di aggregazione anche tramite lo strumento dell’unione di comuni.

La visione dello sviluppo economico della città di Ivrea non può prescindere da quella relativa al territorio canavesano; questa visione nasce da quella che è una peculiarità forte dell’area canavesana, riassumibile nella rappresentazione concettuale di distretto multivocazionale basato su centri di eccellenza e filiere produttive, anche se non direttamente insediate sul territorio della città di Ivrea, che si articola su alcuni poli di sviluppo caratterizzati da scenari fra loro differenti: il polo della meccanica, dell’elettronica, della meccatronica, delle biotecnologie, dell’industria dell’intrattenimento (penso in particolare a Telecittà).

Il distretto multivocazionale costituisce per Ivrea e il Canavese un modello innovativo di sviluppo locale che è obiettivo a cui tendere e insieme simbolo dell’identità e delle prospettive di competitività del territorio. Proprio perché lo sviluppo delle aree urbane non può prescindere da una dimensione territoriale sovracomunale, la città di Ivrea può assumere un ruolo centrale nel promuovere, a partire da tale visione, una strategia appropriata presso altri soggetti, attori economici ed istituzionali dello sviluppo, nel consolidare processi inclusivi di concentrazione istituzionale che rendono quella strategia efficace e sostenibile.

In particolare si intendono valorizzare quelle iniziative attraverso il coinvolgimento del partenariato locale e lo sviluppo e la crescita di settori innovativi quali le biotecnologie, le nanotecnologie, la meccatronica , l’industria per l’intrattenimento culturale, sostenendo l’innovazione, il consolidamento della rete fra istituzioni di ricerca e di formazione, accompagnando il ricambio generazionale nelle attività economiche, qualificando l’offerta per le giovani generazioni che limiti la fuga dei ragazzi giovani a Torino o a Milano.

Da questo punto di vista l’insediamento universitario rappresenta un tassello molto importante per lo sviluppo integrato di un territorio; occorre ripensare l’università sul territorio del Canavese, alcuni corsi di laurea nei prossimi anni vedranno una loro naturale conclusione; dobbiamo saper ripartire, ad esempio dal corso di laurea in scienze infermieristiche che partirà dal prossimo anno, e ripensare su questo territorio in collaborazione con i comuni canavesani e con le aziende canavesane, l’insediamento dell’università ad Ivrea.

La nostra sfida per dare solide radici all’insediamento universitario nel Canavese è pertanto quella di fare sistema, coinvolgendo e facendo interagire il territorio e le realtà produttive al fine di realizzare percorsi di eccellenza che oltre ad essere funzionali alla nostra realtà socio economica siano anche in grado, per la loro specificità di attrarre studenti dalle altre zone del paese.