Lasciamo piazza Castello e scendiamo lungo via IV Martiri considerata il Cardine Massimo di Eporedia. L’ipotesi può essere ritenuta valida ricordando che la zona a nord-est era occupata dal Lago di Città che avrebbe ovviamente impedito la costruzione di una strada verso i valichi alpini. Invece via IV Martiri già nel Medioevo terminava con una porta che si apriva verso la strada per Aosta. Si può pensare che essa, ai tempi di Eporedia, corrispondesse alla Porta Sinistra.
Il Cardine, dopo l’incrocio con il Decumano, proseguiva verso la Dora attraverso quello che oggi è ormai un vicolo chiuso, ma che era ancora efficiente nel periodo medioevale. Al culmine della salita di Via Arduino, l’antico decumano massimo, c’era la Porta Decumana che si apriva verso i territori sud-ovest della colonia romana, situati al di là della Dora che veniva superata per mezzo di ponti. |