Il Sindaco  
  La Giunta comunale  
  Il Consiglio comunale  
  Il Consigliere Straniero  
  La Consulta Comunale Stranieri  
  Lo Statuto e i Regolamenti  
  Le determinazioni Dirigenziali  
  Le Associazioni  
  Pari Opportunità  
  Il Bilancio 2009  
  Il Bilancio 2010  
  Comitato Sindaci D. 5 ASL TO4  
  Ufficio Relazioni con il Pubblico  
  Politiche del Lavoro  
  Informagiovani  
  Servizio Att. Produttive - SUAP  
  Polizia Municipale  
  Servizi Demografici  
  Ufficio Tributi  
  Ufficio Tecnico  
  Ufficio Scuole e Asilo Nido  
  Politiche Sociali e Giovanili  
Contatti e orari.  
Sportello Politiche Sociali  
Servizio Politiche per il lavoro  
Servizi per gli anziani  
Servizio per i disabili  
Servizi per la famiglia  
Servizi per gli stranieri  
Servizi per i giovani  
Eventi e novità  
Archivio eventi.  
Il Consigliere straniero aggiunto  
Pace e Diritti Umani  
La Città di Ivrea e la Cooperazione Internazionale  
La cooperazione decentrata  
Interventi nel settore penitenziario  
Modulistica di area  
  Biblioteca, Teatro e Musei  
  Patto Territoriale  
  Ufficio Cultura, Turismo e Sport  
  Segreteria Generale  
  Ambiente/Protezione Civile  
  Servizi Finanziari  
  Servizio Personale  
  Servizi Cimiteriali  
  Laboratorio Territoriale di E. A.  
  Sportello Energia  
  Sportello Anti_Usura  
  Sportello Commercialisti  
  Trasparenza valutazione merito  
  Il notiziario "Ivrea in Comune"   
  La Città  
  Ivrea Eventi  
  Il Carnevale  
  Festa patronale di San Savino  
  Bandi e Appalti  
  Concorsi - Selezioni  
  Dati, Statistiche, Elezioni   
  La Redazione del Sito  
  Qualità dell'Aria e dell'Acqua   
  Ivrea: lavori e progetti  
  Pagamenti  
  Registrazione  
  Cambio di Indirizzo   
  Accade in città  
  Pagamento ICI  
  Elezioni e Referendum 2009  
  Dati Anagrafici  
  Biblioteca  
  Pubblicazioni Città di Ivrea   
  PostaElettronicaCertificata  
  Politiche Sociali e del Lavoro :: Contatti e orari. - Sportello Politiche Sociali - Servizio Politiche per il lavoro - Servizi per gli anziani - Servizio per i disabili - Servizi per la famiglia - Servizi per gli stranieri - Servizi per i giovani - Eventi e novità - Archivio eventi. - Il Consigliere straniero aggiunto - Pace e Diritti Umani - La Città di Ivrea e la Cooperazione Internazionale - La cooperazione decentrata - Interventi nel settore penitenziario - Modulistica di area

Uganda - Un arcobaleno a Gulu - Anno 2007
 
 

 

Area geografica

Africa

Paese

Uganda

 

Località

Distretto di Gulu, Nord Uganda

 

Settore di intervento

Sviluppo e miglioramento del sistema sociosanitario con particolare riferimento alla tutela dell’infanzia e dei minori

 

Anno

Realizzazione delle linee progettuali, anno 2007.

Bando pubblico per l’assegnazione di contributi a favore di iniziative di cooperazione decentrata degli Enti Locali - anno 2006

 

Ente proponente

Comune di Ivrea

 

Partnership nel Paese d’intervento 

Comboni Samaritans of Gulu, Municipalità di Gulu


Partnership in Italia

Good Samaritan, Centro Documentazione Pace, CNA, Centro Missionario Diocesano, Centro Gandhi, L’Albero della Speranza, Centro Migranti. 

 

Bisogni e motivazioni alla base del progetto

La storia dell'Uganda dopo l'indipendenza è stata caratterizzata da una notevole instabilità politica culminata, nel nord del Paese, in una situazione di conflitto armato che si trascina dal 1986. La guerra ha causato un vero e proprio genocidio con oltre 100.000 vittime e un milione e mezzo di sfollati, che cercano di sopravvivere, in condizioni disumane, nei campi profughi. Più di 20.000 bambini sono stati sequestrati e costretti a diventare soldati e schiavi dei ribelli.

Mentre il resto del paese ha assistito ad apprezzabili progressi in termini di crescita economica e sociale, le condizioni di vita delle popolazioni del Nord del paese hanno subito un progressivo deterioramento. Più di 1.600.000 persone sono costrette ancora oggi a vivere negli oltre 200 campi di sfollati (IDP - Internally Displaced Persons), nella maggioranza dei casi sovraffollati, con scarsi livelli di approvvigionamento alimentare e con inadeguate possibilità di accesso all’acqua potabile, ai servizi igienici, ai servizi sanitari ed educativi. L'agricoltura e l’allevamento, tradizionali attività nel Nord del paese, sono state inoltre compromesse dalle continue migrazioni interne causate dalla guerra e non hanno finora consentito gli auspicabili miglioramenti delle condizioni di vita della popolazione.

Nel Distretto di Gulu, circa il 95% della popolazione è costretto a vivere, per ragioni di sicurezza, negli oltre 50 campi di sfollati, IDP. A questa situazione si aggiunge la triste piaga dell’AIDS/HIV: Gulu ha il triste primato di avere il più alto numero di sieropositivi, ed il tasso di malati di AIDS è destinato ad aumentare sempre di più. L’AIDS colpisce la fascia giovane tra i 25 e 35 anni che ha in genere tre o quattro figli. In breve tempo dalla comparsa dei sintomi le infezioni divengono ricorrenti: la persona non può continuare il tradizionale lavoro dei campi che richiede forza fisica, viene emarginata, condannata dal punto di vista sociale. Inizia così la parabola discendente e, se la persona non è sostenuta la morte sopraggiunge rapidamente, lasciando orfani a carico di famiglie che hanno già altrettanti orfani.

 

Obiettivo generale del progetto

E’ un progetto che si snoda in più interventi distinti ma sinergici fra di loro che si pongono l’obiettivo di dare aiuto e sostegno medico, economico, psicologico e spirituale ai malati di AIDS.

Il primo intervento “Dispensiamo un arcobaleno” prevede la costruzione di un piccolo dispensario che diventa essenziale per poter garantire un’assistenza sanitaria che altrimenti sarebbe impossibile. Il secondo “L’arcobaleno della memoria” si pone l’obiettivo di sostenere i genitori malati di AIDS nell’elaborazione del vissuto della loro malattia e, nel contempo, aiutarli a preparare il futuro dei loro bambini, perché sia il meno traumatico possibile. Gli orfani di AIDS, come tutti gli orfani sentono il dolore, la confusione per la morte dei loro cari. A tutto questo si aggiunge il pregiudizio nei confronti della malattia dei loro genitori e l’emarginazione sociale. Alla morte dei genitori spesso non possono continuare gli studi, non hanno assistenza sanitaria, e perdono l’eredità a cui hanno diritto. La povertà e l’isolamento provocano un circolo vizioso che li mette ad alto rischio di diventare sieropositivi. Un’altra sofferenza per gli orfani AIDS è che i loro genitori non condividono con loro i piani futuri. Infine l’ultimo intervento “L’arcobaleno del lavoro” prevede la sistemazione e l’adeguamento di una cooperativa di lavoro necessaria per offrire dignità alle donne affette da questa patologia ed un reddito da lavoro necessario al sostentamento della propria famiglia.

 

Le fasi di attuazione del progetto

“Dispensiamo un arcobaleno”

Le attività necessarie alla costruzione del dispensario consistono in: installazione del cantiere, sbancamento, fondazioni, costruzione dell'armatura in cemento armato, realizzazione del tetto, pavimentazione, intonacatura e piastrelle, realizzazione dell'impianto elettrico e idraulico, fossa settica, porte, finestre e sanitari, tinteggiatura, sistemazione esterna.

 

L’arcobaleno della memoria”

I tre passaggi chiave di questa attività possono essere distinti su tre livelli:

1. Informare i bambini:

Il progetto vuole incoraggiare molti genitori a parlare della malattia apertamente ai loro bambini. Le madri sono incoraggiate a condividere con i loro bambini i problemi famigliari per prepararli alla perdita futuro.

 

2. Piani futuri:

Genitori e bambini sono aiutati a lavorare insieme per preparare i piani futuri. I bambini devono possibilmente conoscere chi si prenderà cura di loro in futuro, devono familiarizzare con la nuova realtà dove andranno a vivere ed essere informati sulla possibilità di continuare gli studi.

 

3. Salvare il patrimonio della storia famigliare e la memoria dell’infanzia del bambino:

Questo passaggio è importante per dare al bambino le informazioni che trasmettono il suo senso di identità ed i valori della vita. E’ quindi importante scrivere le speranze e le aspettative sui figli anche se cresceranno senza la guida dei genitori.

 

L’arcobaleno del lavoro”

Un altro aspetto che si intende sviluppare, riguarda il potenziamento della Cooperativa finalizzato a  promuovere piccole attività generatrici di reddito per i malati di AIDS e per i disabili della Polio,  aiutandoli a vivere con più serenità e promuovendo le loro condizioni di vita. L’iniziativa, oltre ad aiutare i malati di AIDS a guadagnare qualche cosa, crea delle opportunità di incontro, di ritrovo, di socializzazione e di sostegno. Ai malati che lavorano nel progetto ‘Cooperativa’ viene dato un pasto caldo giornaliero.


Beneficiari diretti

La creazione di un dispensario finalizzato a prestare le prime cure sanitarie e ad avviare le attività di supervisione, sostegno e counselling, nei confronti delle 5.500 persone siero-positive che ricevono assistenza dai Comboni Samaritan e delle 1.930 persone malate di AIDS che sono attualmente sotto trattamento ARV. I genitori malati di AIDS ed i loro figli piccoli.

 

Beneficiari indiretti

Attraverso il sostegno al lavoro di un gruppo di donne sieropositive e con l’implementazione di una cooperativa di lavoro si creano nuove opportunità di lavoro, e si promuove la sostenibilità delle attività produttive in grado di generare reddito.

 

Piano di spesa del progetto

Il valore totale del progetto è di € 62.663. Il contributo richiesto alla Regione Piemonte è di € 20.000. Il contributo effettivamente concesso dalla Regione Piemonte è di € 16943,83.

 

Stato di realizzazione del progetto

Approvato e realizzato.

 

 

 

  

 



 
 

Allegato: scheda paese uganda.doc
 
Città di Ivrea - Piazza Vittorio Emanuele, 1 - 10015 IVREA (TO) - Tel. 0125/4101